un’estate al mare
Luglio 4, 2008
Un’estate al mare il nuovo film dei fratelli Vanzina, non è nè un cinepanettone estivo nè un cine cocomero. Lo si può definire un ritratto dolce amaro della nostra società . E’ ben noto che i Vanzina siano i figli di Steno e dal padre hanno ereditato il gusto del raccontare vizi e virtù italiche. Il film è anche una sfida, al ben noto fatto, che in Italia, e nel resto del mondo non è così, dal mese di maggio in poi fino a ottobre nessuno va più al cinema.
Far uscire un film seppur atema vacanziero il 27 giugno e in 700 copie, è una scelta coraggiosa.
Scelta presa di concerto dai Vanzina di concerto con la casa di distribuzione Medusa film.
La pellicola è stata scritta sceneggiata e diretta in soli 7 mesi.
Un’estate al mare è diviso in episodi, ognuno ambientato in una diversa localitò balneare della nostra penisola, legati dalla voce narrante di Gigi Proietti e interpretati dai migliori comici italiani, affiancati da belle donne, che in alcuni casi sono anche delle brave attrici, un esempio per tutti Nancy Brilli.
nel primo episodio ambientato a Peschici troviamo un Lino Banfi, che fa ritorno al paese di orogine, dove in gioventù veniva chiamato “il cornuto” con una bella moglie svedese, (Victoria Silvestedt) che in realtà è “un’accompagnatrice”, e quindi il gentile appellativo viene reiterato.
A forte dei marmi troviamo unso scatenato Massimo Ceccherini, tifoso viola, in vacanza nella rinomata località balneare toscana, in cerca di scoop sui nuovi acquisti della sua squadra del cuore, sarà aimè proprio lui, grazie ad una serie di equivoci a far andare amonte un importanter trattativa. Esilarante l’episodio che vede protagonisti due amanti Enrico Brignano e Nancy Brilli, rimasti chiusi dentro l’ascensore il 13 di agosto; qusi ci rammentano i famossisimi duetti tra Alberto Sordi e la Vitti. Capri è lo scenario dell’episodio con Biagio Izzo, costretto a fingersi gay per mandare avanti un negozietto di antiquariato.
L’episodio con Enzo Salvi ambientato a Ostia, dove un padre bambino pieno di debiti, cerca a suo modo di stabilire un rapporto con il figlio, è ispirato al film “Il giovedì” di Dino Risi del 1963 con Walter Chiari, dove un padre separato aveva la possibilità di vedere il figlio solo una volta a settimana.
Ezio Greggio e Anna Falchi duettano in quel di Ischia: sono amanti, lui però è legato alla moglie, in po’ sovrappeso ma molto ricca.
Dell’ultimo episodio è mattatore Gigi proietti, nella parte di un’attore senza molta fortuna, che però riesce a emergere, grazie all’improvvisa malattia di del migliore attore italiano di teatro, che lo segnala come suo sostituto per un importante rappresentazione.
Giulio(Proietti) pur bravo non era risuscito a sfondare per i suoi problemi di memoria, paradossalmente saranno proprio questi problemi che lo aiuteranno a far diventare un successone la sua performance teatrale…per la quale lui non si era per nulla preparato…non ne aveva avuto il tempo, e poi anche se ne avesse avuto…con la memoria che si ritrova…!
Questo film oltre a una sfida vuole essere anche un ritorno alla tradizione della commedia italiana anni 60′, quando c’era un brulichio di film a episodi, e un omaggio al maestro Dino Risi,d a poco scomparso.
Rispetto agli altri film dei Vanzina c’è un tocco in più di amarezza, specialmente nell’episodio con Enzo Salvi, ma d’altronde l’amarezza ha sempre fatto parte della commedia all’italiana tradizionale. l’episodio con Proietti si può considerare un esperimento nell’esperimento, l’inserimento di una “farsa tatrale all’antica” scritta da Dino Verde.
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